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E’ da molti anni
che noi del “Radio Gruppo Etna“,contest team della sezione ARI di
Acireale, ci diamo da fare per partecipare alle varie tornate dei
contest A.R.I. V/U/SHF in portatile, quindi siamo abituati alla
frenesia della partenza, ma il contest di marzo è sempre quello più
atteso: è la prima uscita dell’anno, ci da modo di provare le nuove
soluzioni elucubrate nei mesi invernali, ci da l’opportunità di
risentire “On Air” tutti gli amici. Ma contestualmente è
l’uscita più preoccupante: primo per le condizioni metereologiche
che, pur abitando in Sicilia, a marzo sono “mooolto” variabili,
tenendo anche presente che il contest lo si fa dai Nebrodi (JM77KX), a
quota 1200m, dove il freddo e la neve sono di casa, secondo, la
propagazione e la partecipazione che, a marzo, si sà …
scarseggiano. Già da metà di febbraio io, Giovanni
IW9BDV, ed Eugenio
IW9BCW teniamo sotto controllo le previsioni metereologiche in
modo da capire se per quest’anno il contest “sa da fare”, ma non
ci dicevano nulla di buono, freddo e neve la facevano da padroni:
andare su con la neve era un problema, restarci 30 ore ancora peggio!
Ma, miracolosamente, a fine febbraio una perturbazione di origine
africana comincia a spingere aria calda sulla Sicilia e .. la neve si
scioglie e la temperatura si alza! Mercoledì 28 Febbraio decidiamo:
si parte, almeno sul momento ci era sembrata una buona idea.
Allertato il resto del team si da il via ai preparativi: sabato 3
Marzo alle 09:00 eravamo tutti presenti: Giovanni IW9BDV, Dario
IT9GIE, Franco IW9FY, tutti? Non proprio, Eugenio IW9BCW non si
presenta, poco male direte voi, no molto male vi dico io, non tanto
per il buon Eugenio, ma un po’ di più per il fatto che, essendo lui
il custode e il pilota del nostro furgone operativo, eravamo
appiedati! Qualche chiamata sull’R4 di sezione, un paio di
telefonate e si scopre che il nostro furgone SRM (“Sala Radio
Mobile”) ha qualche acciacco: non si mette in moto, non frena, e
manca l’olio, in compenso il gruppo elettrogeno (autocostruito)
stava meglio, non si avviava ma almeno non aveva problema ai freni !
Nel mentre anche Giovanni IT9GAC ci avverte che restava a casa, a
letto con l’influenza, il destino ci stava dando un segno !
Fummo lì lì per soprassedere all’uscita quando, come un bagliore
nella nebbia, una chiamata di Eugenio ci informa che, anche in
ritardo, ma sarebbe riuscito a sistemare gli acciacchi della SRM e del
gruppo elettrogeno, lui è il tipo dal motto “datemi un pezzo di fil
di ferro e vi solleverò il mondo”. E Vai ! Anche se con molto
ritardo Eugenio riesce nell’opera e si presenta al punto di
incontro, un rapido controllo alla nostra attrezzatura prima di
caricarla sul furgone: due antenne VHF 20 elementi, cavi e
accoppiatore, una 30 elementi UHF, amorevolmente autocostruita dal
nostro megapresidente IT9VKY, palo di sostegno da 2 + 6 +2 m, falcone,
argano, computer portatile, gruppo elettrogeno, batterie tampone,
corde per tiranti, saldatore a gas, Yaesu FT100, Icom 706, giacche a
vento, sacchi a pelo, macchina fotografica, generi di conforto, tutto
in ordine, si parte. Io e Eugenio sulla “SRM”, Dario e Franco
sull’automobile d’appoggio, erano già le 12.30 tardissimo, il
contest stava per iniziare e noi dovevamo ancora inerpicarci su per i
Nebrodi, ma si pensava che ormai il peggio era passato e che, anche se
in ritardo avremmo a breve dato inizio alle operazioni dal fatidico
JM77KX. Man mano che si procedeva si discuteva pensando a come sarebbe
stata la propagazione, e a quanti collegamenti saremmo riusciti a
effettuare. Ad un certo punto il discorso cadde sugli
acciacchi che Eugenio aveva riscontrato al nostro furgone
operativo l’SRM appunto, e dal poco tempo impiegato a riparali, la
risposta di Eugenio fu lapidaria: troppo poco tempo per sistemare
tutti quei problemi. Li aveva solo bypassati ! Per spiegarmi, il
furgone era partito a “strappo” e non sarebbe stato possibile
spegnerlo fino a destinazione dato che non si sarebbe messo in moto
autonomamente, e per i freni chiedo io, quelli li ho “quasi”
sistemati, fu la risposta, due ruote frenano “quasi” completamente
! Come due ruote, e le altre ? Le
altre un po’ meno, sai il poco tempo, il contest incombente,
sistemeremo il tutto appena ritornati. Un attimo di terrore mi assalì
al pensiero di tutti quei tornanti di montagna che stavamo
percorrendo, ma vista l’ostentata sicurezza di Eugenio mi
rassicurai. Cominciai a pensare però che forse sarebbe stato meglio
restare tranquillamente a casa, ma quando il raptus del contest ti
prende ti fa fare cose anche impensabili. In due ore buone, e con
molta attenzione siamo in vista del luogo delle operazioni piazziamo
il furgone su di una altura in leggero pendio, in modo da facilitarci
la ripartenza a strappo e cominciamo a scaricare l’attrezzatura. E
subito un altro episodio che ci doveva far capire che dovevamo tornare
a casa: due gentili agenti della guardia forestale ci si avvicinano e
ammirando la nostra attrezzatura ci fanno gli TANTI AUGURI per un buon
contest. Perché gli auguri, non era meglio un “in bocca al lupo”?
A noi gli auguri non ci portano niente bene !! Voglio tornare a casa !
Ma anche in questo caso la ragion del contest ha il sopravvento e
cominciamo le operazioni per issare le tre antenne. Tirar su tra
antenne di quelle dimensioni su di un palo di 8 metri non è
operazione da poco, però almeno non fa freddo, anzi il leggero vento
da sud a tratti è quasi tiepido. Mentre gli eroici addetti al
sollevamento IW9BCW, IT9GIE e IW9FY provvedono alle operazioni di
assemblaggio antenne, io comincio, all’interno del furgone, alla
preparazione delle apparecchiature di trasmissione, siamo già in
ritardo il contest è iniziato da due ore e non abbiamo ancora fatto
una chiamata. Comincio a tirar fuori il notebook lo collego e lo
accendo: non si avvia, ricontrollo i cavi, la batteria e riprovo, non
si accende, anzi non dà segni di vita, ma porca miseria lo avevo
controllato prima di partire ! Dopo aver inveito nei suoi confronti in
diverse lingue, comunico agli altri la sua prematura scomparsa e
rassegnati si decide che il log si tiene come ai vecchi tempi con
carta e penna, peccato era la prima volta che mi accingevo ad usare il
programma Taclog al posto del mio solito programma, a proposito,
provatelo, per i contest oltre i 30Mhz è veramente eccezionale. Nel
frattempo il leggero vento da sud
era rinforzato, adesso non sembrava così leggero, ma ciò
capita ogni volta che, mentre solleviamo le antenne, Eolo voglia dire
la sua. Passano i minuti e mentre finisco di collegare gli RTX delle
voci concitate mi chiamano da fuori, eravamo pronti a sollevare con
l’argano, mi precipito fuori, due foto per immortalare l’evento (visionabili
sul nostro sito), ed in un paio di minuti (e qualche sforzo!) il
palo si erge maestoso sormontando il furgone con le tre sfolgoranti
antenne, certo che il “venticello” nel mentre ci aveva dato
dentro, adesso aveva delle raffiche che ci ostacolavano seriamente i
movimenti. Fissando i tiranti dovevamo urlare l’un l’altro per
farci sentire pur essendo distanti pochi metri, il vento si alzava
sempre più ed “urlava” più forte di noi. Avviamo il gruppo e poi
tutti dentro al furgone, li l’ambiente è abbastanza confortevole,
tavolo per le operazioni, stipetti, acqua corrente, letti a
castello, sedie e vari generi di conforto. Attiviamo le
apparecchiature e mentre ci gustiamo un meritato caffè qualcuno
spazzola in banda VHF: non c’è nessuno! Come nessuno ? Ma proprio
nessuno ? Si la banda era deserta, si fa chiamata a 300 ci risponde il
buon Nino IW9BGF un collega della nostra sezione che ci chiede se
andava tutto bene e quanti Qso avevamo in carniere, era lui il primo e
unico. A quel punto ci venne il dubbio che avevamo sbagliato giorno,
anche altri tre colleghi siciliani e calabresi ci chiedevano di che
contest si trattasse. Alle 20:30 locali avevamo fatto solo 4 Qso e
delusi si decideva di preparare la cena, almeno avremmo affogato il
dispiacere in un buon piatto di tortellini in brodo! Nel mentre le
raffiche di vento si facevano più frequenti e sempre più violente,
sentivamo il vento ululare arrabbiato, si mangiava senza dire una
parola, e mentre le raffiche si intensificavano … sempre di più, la
tensione sui nostri volti si faceva evidente. Il pensiero va alle
antenne, se si rompe un tirante…, se cadendo il palo tranci la
fiancata del furgone... A nulla valevano le battute
per smorzare la tensione, raffiche di una potenza
inimmaginabile spingevano il furgone facendolo inclinare
pericolosamente, sembrava di essere in movimento su
un terreno scosceso. Anche i telefoni cellulari non ci davano
aiuto, nessun dei tre gestori aveva in loco campo sufficiente e quindi
non era possibile telefonare. Il vento continuava a rafforzare e
guardavamo preoccupati le lamiere del furgone che rientravano per
diversi centimetri verso l’interno spinti dalla potenza delle
raffiche, per tornare poi alla normalità appena le raffiche si
affievolivano. Erano le ore 21.30 e Dario da circa mezz’ora ripeteva
ad intervalli regolari “io vado a dormire in macchina, è più
sicuro”. Io ed Eugenio cercavamo di rassicurarlo dicendogli che era
improbabile che il furgone venisse ribaltato dal vento, ma gli stavamo
nascondendo la nostra vera preoccupazione, il palo, che entra
all’interno del furgone per il puntamento delle antenne, in caso di
rottura di un tirante e di un cedimento del cuscinetto reggispinta
avrebbe potuto causare seri danni a noi ed alle apparecchiature
e forse avrebbe potuto funzionare da leva per ribaltare il
furgone. Di dormire non se ne parlava neanche, le forti raffiche
sempre più frequenti ci tenevano in tensione, ormai tutte le nostre
facce erano pietrificate e sensibilmente preoccupate. Poi
all’improvviso l’epilogo, una sequenza di raffiche di una potenza
inaudita, seguite da un rumore sordo proveniente dall’esterno: TUTTI
FUORI urlammo, e in men che non si dica eravamo tutti all’aperto
portando con noi l’indispensabile per trasferirci nell’auto.
Si sa, i capitani sono gli ultimi ad abbandonare la nave mentre
affonda, ed io ed Eugenio indugiammo per qualche secondo in più,
appena il tempo per vedere lo sfacelo: una scena da “day after”,
il palo di sostegno delle antenne, un tubo molto pesante per ponteggi
metallici piegato e abbattuto al suolo, e le antenne ? Il buio della
notte, erano le 22:30, non ci permetteva di vedere ma i fari appena
accesi dall’auto di appoggio ci svelò un cartoccio informe e
intricato di boom e radiali, rotti e deformati, uno sfacelo appunto !!
Appena entrati in auto un silenzio glaciale, anche Dario e Franco
avevano visto! Qualche momento di silenzio, poi qualcuno scoppiò a
ridere, “e adesso chi glielo racconta al megapresidente (IT9VKY)
della fine della sua antenna?” a qualcuno venne anche l’idea di
svegliarlo telefonicamente per comunicargli la ferale notizia, ma poi
il buon senso ebbe il sopravvento. Il vento continuò incessante per
ancora 30 minuti, poi d’improvviso … la pace! neanche un alito,
sparito, dissolto, svanito. Dal cielo scuro spuntò anche la luna,
quasi una serata estiva. D’altronde ormai il vento aveva assolto il
suo scopo, demolirci le antenne e quindi poteva ritirarsi soddisfatto!! Decidemmo quindi di ritrasferirci sul furgone, farci qualche ora di
sonno per poi, di buon mattino, cercare di salvare il salvabile, tanto
il peggio era passato, che poteva succedere ancora? Fra l’altro
verso le ore 6 avremmo avuto i rinforzi da casa, Carmelo IT9TPJ
sarebbe salito, con i cornetti caldi, a darci man forte per il
contest. Finalmente rilassati, e al caldo nei nostri sacchi a pelo
riuscimmo a prendere sonno…. per qualche ora. Alle 5.50 un trillo di
telefonino ci fa sobbalzare, chi poteva essere ? Ci credereste, era
Carmelo che partito da casa … era rimasto in panne con l’auto e
aveva anche rischiato di bruciare il motore della sua auto ! Ormai
rassegnati al nostro turpe destino, Eugenio, Dario e valigetta
attrezzi vanno al recupero dell’appiedato mentre io e Franco
restiamo per salvare il salvabile. Riprendiamo l’attività alle
10:30 locali con un palo telescopico da 6 m e una 20 elementi VHF
ottenuta unendo gli elementi rimasti integri dopo lo sfacelo.
Bilancio della spedizione:
2 Yagi VHF 20 elementi distrutte, una Yagi UHF 30 elementi maciullata,
pali di sostegno spezzati e piegati, un notebook disastrato, 15
collegamenti in VHF, 1 (uno) in UHF !
Ci riproveremo a Maggio, sempre da JM77KX, puntate la vostre
antenne e chiamateci , ma vi prego … non fateci gli auguri!!
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